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Tributo ai Pink Floyd!!

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PULSEPULSE

Data di uscita 1995

Prodotto da James Guthrie & David Gilmour
Registrato e mixato da James Guthrie
Assistente Sean O'Dwyer
Formazione
David Gilmour - Chitarra e voce
Nick Mason - Percussioni
Richard Wright - Tastiere e voce

Sam Brown - Backing Vocals
Jon Carin - Tastiere e Voce
Claudia Fontaine - Backing Vocals
Durga McBroom - Backing Vocals
Dick Parry - Sax
Guy Pratt - Basso, Voce
Tim Renwick - Chitarra, Voce
Gary Wallis - Percussioni

Registrato dal vivo in Europa e in U.K. con Le Voyageur II Mobile
Equipe di registrazione - Rene Weis, Bernard 'Papy' Vainer,Roger Robindore,
Manu Dajee,Alain Abouker
Mixato all' ASTORIA in Q Sound
Masterizzato da Doug Sax e Ron Lewter dei The Mastering Lab
Equipaggiamento tecnico-Phil Taylor -
Coordinatore dietro le quinte e chitarre per David Gilmour
Clive Brooks - Batterie per Nick Mason
Sid Pryce - Bassi per Guy Pratt
Andy Ledbetter - Tastiere per Richard Wright e Jon Carin
Adey Wilson - Chitarre per Tim Renwick
Clint Lockyer - Percussioni per Gary Wallis
Front of House Mixer - Andy Jackson
Monitor Mixer - Seth Goldman

Design di copertina - Storm Thorgerson con Jon Crossland e Finley Cowan
Grafica e lavoro artistico- Peter Curzon con Julien Mills
Fotografi di copertina- Tony May and Andy Earl
con Rupert Trumon and Robert LlewlllynComputer - Jason Reddy
Fotografie live - Jill Furmanovsky, Andy Earl, Denis O'Regan,
Michael Dwomik, Tony May, Dimo Safari, Lester Cohen, Claude Gassian

Ringraziamenti:Marc Brickman, Mark Fisher, Robbie Williams
e a tutti coloro che hanno collaborato al tour da Marzo a Ottobre 1994
Management - Steve O'Rourke EMKA Productions Ltd

Note e curiosità:

Doppio album live registrato durante la tourneè europea e in Inghilterra. Ripropone,oltre a delle canzoni tratte dall'ultimo album The Division Bell e altre canzoni del passato, la riedizione integrale di The Dark Side of The Moon.

*Il tour iniziò in coincidenza con il lancio americano di The Division Bell. Quindici giorni di prove a marzo nel sorprendente scenario di una base aerea di Palm Springs California lontano da occhi indiscreti: poi il debutto il 30 marzo, al Joe Robbie Stadium di Miami, davanti a una folla entusiasta di 55.000 persone. Il programma del tour prevede 54 date in tutto: in America fino al 18 luglio (East Rutberford, New Jersey) e poi in Europa, da lisbona (22 luglio) alla maratona conclusiva di Londra dal 12 al 29 ottobre),passando per cinque date italiane a Torino, Udine, Modena e Roma. Numeri giganti, come sempre: 200 uomini al seguito, 8 bus, 49 camion e un aereo privato, 700 tonnellate d'acciaio per le strutture, montabilì in non meno di tre giorni, pasti caldi ogni sera per 220 persone, fra addetti ai lavori e ospiti.I Floyd suonano in un palco semicircolare lungo 57 metri e alto 18, con un disegno che ricorda quello dell'Hollywood Bowl. I roadies impiegano diciotto ore per montarlo; accanto a quella struttura, viene sistemato un enorme dirigibile lungo 55 metri. Lo spettacolo dura due ore e mezzo ed è un accorto viaggio nella storia Floyd. Comincia con una Astronomy Domine eseguita con bello scrupolo filologico e prosegue poi con citazioni dal repertorio più recente.Dopo Keep Talking inizia una lunga serie dei greatest hits, a zig zag nel tempo, interrotta solo dalla nuova High Hopes giusto al principio della seconda parte. Sono brani che ogni appassionato di fede floydiana sa di aspettarsi, i più celebri e collaudati: da Shine On You Crazy Diamond a Another Brick in The Wall da Wish You Were Here a Money e Comfortably Numb, con arrangiamenti che apportano solo minime variazioni alle versioni live già conosciute. Dopo una ventina di brani, Run Like Hell chiude il concerto, mentre il cielo è solcato da fuochi d'artificio. Ultime parole (per il momento). David Gilmour: "Quando siamo tornati sulle scene, con A Momentary Lapse Of Reason, il piglio era quello di chi strillava: 'Guardate, siamo ancora qui!'. Era un album chiassoso. Il nuovo disco è molto più riflessivo e delicato, e per questo lo preferisco a qualsiasi altra cosa abbiamo fatto dopo Wish You Were Here". Nick Mason: "Il ritorno sulle scene mi ha reso di nuovo giovane, e credo che Roger ne sia in parte l'artefice. Ho avuto l'impressione che, se non fossi stato pronto a rischiare tutto, allora c'era qualcosa che non andava, e sarebbe stato meglio se avessi fatto l'architetto".........

*tratto dal libro "Pink Floyd" di "ARCANA editrice" del 1994

ULTIMO AGGIORNAMENTO PAGINA Mercoledì, 20 Maggio, 2009 15:55
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